Le fatiche che non ti dissi

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famiglia numerosaAncora una volta mi trovo a riflettere sulle insicurezze dei genitori; o meglio su uno scenario in cui c’è chi si fa una quantità enorme di domande e chi mostra un atteggiamento sicuro nei confronti delle scelte che riguardano i figli.
Non sto a valutare o giudicare la bontà di un atteggiamento piuttosto che dell’altro perché già avevo proposto qualche riflessione in passato.


La riflessione che propongo ora è differente: quanto si sentono soli i genitori nel difficile compito che si sono assegnati?

In passato le famiglie erano numerose e vivevano insieme diverse generazioni; magari non erano andati a scuola, ma godevano di quella speciale cultura che si chiama buon senso.
I nonni agivano in base a ciò che avevano imparato a loro volta dai genitori e trasmettevano questo sapere ai figli.

Un sapere fatto di quotidianità, di emozioni, di affetto e di regole. Le famiglie erano numerose e per questo erano delle società in miniatura che preparavano i piccoli alla vita fuori dal nido.

Un tempo non si leggevano nemmeno tanti giornali e non si vedeva tanta televisione; oggi la tv ci propina molte informazioni, ci aggiorna sui fatti del mondo che ci circonda, ma confeziona anche mode e psicosi generali che servono ad instillare l’ansia nelle persone.

Dunque: i genitori hanno bisogno di comunità? Ovvero hanno bisogno di un luogo e un tempo per condividere le fatiche che il loro compito richiede?